Oggi fare politica e’ davvero difficile. Forse lo e’ sempre stato, ma di questi tempi lo diventa sempre di piu. E’ facile lamentarsi, ma e’ difficile prendere decisioni. Non e’ cosa semplice pianficare. Ma se si amministra bisogna pur farlo prendendosi la responsabilita’ e le conseguenze delle decisioni. Non e’ semplice. E’ capisco la frustrazione e la tensione che anima i nostri politici. Pero’ c’e’ una cosa che non capisco dei nostri politici: il non voler dire le cose come stanno, tirare a campare e lasciare che un atroce mutismo guidi i nostri giorni. Perche’ questo sta accadendo. Silvio Berlusconi lo sapeva da tanto tempo che doveva agire su pensioni e liberalizzazioni di mercato e lavoro. L’Europa l’ha detto mille volte. Abbiamo sempre fatto finta di niente. Ed e’ incredibile che si agisca su queste tematiche chiave solo adesso, a pochi giorni da una scandenza imposta dall’Europa non oggi, con una lettera e senza una discussione in Parlamento, senza una discussione con il paese. Tanto tempo fa bisognava dirlo ai cittadini che su pensioni e liberalizzazioni si doveva agire, discutere, ma agire. Abbiamo preferito il mutismo!

E sul caso Fenice e questione ambientale in Basilicata, il mutismo e’ stato interrotto da un vociare in cui non si e’ vista una vera critica di quello che sta accadendo. De Filippo dice che le sue parole sono i fatti. Ed i fatti sarebbero una Commissione d’inchiesta. Ma i fatti sarebbero stati ben altri, per esempio, come dice il Radicale Bolognetti, la bonifica dei bacini SEN, ad alto rischio per la salute, come quello di Tito che e’ stato definito tale 10 anni fa. Ma accettiamo che i fatti siano la Commissione. Accettiamo anche quello che ha detto Nino D’Agostino sul Quotidiano della Basilicata qualche giorno fa e cioe’ che non dobbiamo farci trasporate da un’affrettato giudizio dei fatti, ma dobbiamo vederli nel contesto. Lo accetto. Non mi faccio prendere dall’emozione, ma uso la ragione. Ma almeno il centro-sinistra lucano doveva scusarsi per una evidente situazione incresciosa. E sempre riferendomi all’articolo di D’Agostino che ci invita a non linciare il giovane segretatio Speranza perche’ uomo che vuol cambiare, ma incastrato tra vecchi leoni della politica dico che accetto anche questo, ma la speranza ci serve e lui doveva farcela vedere e non l’ha fatta vedere almeno sin ora.