Ho letto su Il Quotidiano della Basilicata un articolo su Noepoli e la Val Sarmento. Mi ha colpito perche’ contiene un “quasi” urlo di dolore, ma anche di lotta, del Presidente della Comunita’ Montana della Val Sarmento, Annibale Formica. L’ho riporto copiando quello che il Presidente dice a Il Quotidiano della Basilicata.
“Quella che persiste nella nostra gente e’ una domanda di sopravvivenza. Abbiamo un patrimonio ambientale unico, delle identita’ culturali e territoriale di valore inestimabile, un tessuto sociale fatto di tradizioni antiche e di costumi di vita contadina, eppure rischiamo di perdere tutto, di cancellare una storia plurisecolare”, in altre parole, aggiungerei, di sparire. E’ un pensiero davvero difficile da digerire: parliamo di un area immersa nel Parco del Pollino con delle identita’ culturali, quali quella Arbaresche a San Costantino Albanese e San Paolo Albanese. Ma questo non basta. L’articolo sul giornale parla di Noepoli come una paese quasi fantasma che si sveglia per il mercato ambulante settimanale e per prendere le pensioni alle poste. Il numero di alunni e’ oramai ridottissimo. E’ tutto molto triste perche’ il destino della Val Sarmento sembra essere il destino di molte altre aree della regione e non sembra esistere una soluzione.
Il mio auspicio e’ che tutta la regione raccolga la “domanda di sopravvivenza” della Val Sarmento perche’ quello che stanno vivendo non e’ soltanto un problema dei cittadini di Noepoli, Cersosimo, San Costantino Albanese, San Paolo Albanese e Terranova di Pollino, ma un dramma di tutta la nostra regione.



3 comments
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Maggio 12, 2008 a 3:40 pm
Giuseppe Torre
Il problema dello spopolamento, unito a quello dell’invecchiamento della popolazione non è affatto un fenomeno nuovo, così come note solo le possibili politiche da adottare per limitare o rallentare questi fenomeni.
Per fare qualche esempio:
è abbastanza certo che agendo sulla leva fiscale si possa favorire l’insediamenti di nuove famiglie e/o limitare l’emigrazione di quelle residenti
(es. riduzione dell’ICI, incentivi per il recupero del patrimonio abitativo; agevolazioni in favore di chi trasferisce la residenza; premi per chi insedia la propria attività economica in tali comuni; ecc…
Così come è molto probabile che agendo sul tessuto produtivo di questi paesi si possa ottenere un effetto positivo.
(Ad es.: creazione di portali web sui quali commercializzare i prodotti di questi paesi, dotare questi paesi di strutture telematiche efficienti, ecc…
Ancora, è possibile che animando culturalmente il territorio si determinino fenomeni virtuosi e si stimolino forme di turismo sostenibile
(es. si potrebbero limitare o eliminare gli oneri SIAE sulle attività artistiche, aumentare la dotazione di risorse per eventi e manifestazioni culturali, ecc…
Per fare tutto ciò, però, occorrerebbe una finanza pubblica sana e una volontà politica a livello europeo, nazionale e regionale.
Siccome così non è, temo che tali problemi saranno di difficilissima risoluzione.
Maggio 12, 2008 a 3:48 pm
Giuseppe Torre
P.S.
Nelle prossime settimane saranno stanziati milioni di euro per la “sicurezza” in un contesto in cui i crimini - complessivamente - diminuiscono.
Ma i crimini fanno notizia, lo spopolamento e la scomparsa di paesi, storie, culture, valori, saperi, no.
Forse dovremmo trovare il modo per far parlare anche di queste cose.
E forse la rete potrebbe essere uno strumento molto efficace.
Spero arrivino delle proposte in questa direzione.
Maggio 13, 2008 a 9:16 pm
simona
gli esempi citati sono più che giusti…per quanto riguarda la siae, non so quanto sarà possibile limitare, tanto meno eliminare gli oneri, mi permetto di dire questo perchè ci lavoro…e x qualsiasi evento spettacolistico c’è un relativo compenso. Ci sarebbero tante cose da fare per far sì che le cose vadano meglio, purtroppo non sempre possibili, ma continuando così il fenomeno dello spopolamento continuerà ad esserci…