Ho letto su Il Quotidiano della Basilicata un articolo su Noepoli e la Val Sarmento. Mi ha colpito perche’ contiene un “quasi” urlo di dolore, ma anche di lotta, del Presidente della Comunita’ Montana della Val Sarmento, Annibale Formica. L’ho riporto copiando quello che il Presidente dice a Il Quotidiano della Basilicata.

“Quella che persiste nella nostra gente e’ una domanda di sopravvivenza. Abbiamo un patrimonio ambientale unico, delle identita’ culturali e territoriale di valore inestimabile, un tessuto sociale fatto di tradizioni antiche e di costumi di vita contadina, eppure rischiamo di perdere tutto, di cancellare una storia plurisecolare”, in altre parole, aggiungerei, di sparire. E’ un pensiero davvero difficile da digerire: parliamo di un area immersa nel Parco del Pollino con delle identita’ culturali, quali quella Arbaresche a San Costantino Albanese e San Paolo Albanese. Ma questo non basta. L’articolo sul giornale parla di Noepoli come una paese quasi fantasma che si sveglia per il mercato ambulante settimanale e per prendere le pensioni alle poste. Il numero di alunni e’ oramai ridottissimo. E’ tutto molto triste perche’ il destino della Val Sarmento sembra essere il destino di molte altre aree della regione e non sembra esistere una soluzione.

Il mio auspicio e’ che tutta la regione raccolga la “domanda di sopravvivenza” della Val Sarmento perche’ quello che stanno vivendo non e’ soltanto un problema dei cittadini di Noepoli, Cersosimo, San Costantino Albanese, San Paolo Albanese e Terranova di Pollino, ma un dramma di tutta la nostra regione.