Maggio 9, 2008...12:37 pm

Riasetto delle Comunita’ Montane

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Si sta discutendo del riordino della macchina amministrative regionale. Tra le cose da risistemare vi sono le Comunita’ Montane, che con i loro ridottissimi poteri esecutivi, rappresentano un tasello microscopico dell’amministrazione del territorio. Non so quale sia la proposta avanzata dalla Giunta Regionale. Si parla di riduzione del numero delle comunita’. Ritengo che paesi piccoli hanno bisogno di cooperazione su tantissimi aspetti della loro vita sociale, economica e culturale. Spero che la Comunita’ Montana, se continuera’ ad esistere e spero vivamente di si, possa avere poteri tali da diventare un forte collante operativo e strategico tra i paesi componenti.

5 Commenti

  • Il dibattito sulle Comunita’ Montane lucane viene approfondito con molti contributi sul numero del Quotidiano della Basilicata di oggi, che potete vedere anche on-line.
    http://www.ilquotidianodellabasilicata.it
    Buona lettura

  • Non intervengo sul delicato tema, mi complimento solo per l’iniziativa di far conoscere il Melandro attraverso questo BLOG. Bravi.

  • le Comunità Montane vanno abolite!!!!
    sono enti inutili, senza competenze specifiche e spesso mal amministrate.
    se si vuole fare un bene occorre non riorganozzarle, ma chiuderle!!!!!!
    si risparmierebbero tante e tante di quelle risorse da mettere a disposizione di comuni e provincia per opere ed interventi tanto più utili al cittadino.
    i comuni potrebbero “allearsi” e consorziarsi per affrontare temi e sfide che da soli non potrebbero combattere, ma ciò senza portarsi dietro l’elefantiaca ed inutile burocrazia delle comunità montane.
    spero vivamente in una loro abolizione o quantomeno mi auguro di asssistere ad una loro drastica riduzione.

  • L’esistenza delle comunità montane è necessariamente vincolata alla disponibilità di forti capacità di azione finanziaria ed esecutiva delle stesse sul territorio amministrato. Senza questo, il dibattito su diminuire il numero delle comunità montane non ha senso. Senza poteri è semplicemente meglio chiuderle. Ma assumiamo che questi poteri vengono dati ed assumiamo che il numero venga ridotto. Si creano, quindi, delle unità amministrative forti per macro-aree. Bene. La mia preoccupazione è che vi possa essere una collissione di poteri non indifferente con l’ente provinciale. Ed allora, cosa si fa? Si elimina la provincia? Non sono convinto dal ragionamento di creare forti amministrazioni per macro-aree senza tener conto della loro interazione con la provincia. Un altro dubbio che mi viene leggendo il commento di Rocco è il seguente. Rocco dice eliminiamole e poi i comuni possono consorziarsi per risolvere problemi comuni. Il mio dubbio è: hanno i nostri comuni le capacità gestionali e manageriali d’intraprendere cooperazioni tra loro? Forse vi sono, ma l’esperienza in fare cooperazione? E per esperienza personale, le cooperazioni tra organizzazioni diverse sono dure da fare anche quando le organizzazioni a connettersi sono sempre le stesse. Tutto ciò per dire che la soluzione non è semplice. Credo che un ente capace di connettere sei o sette comuni con poteri finanziari ed esecutivi su specifiche tematiche inter-comunali può essere molto efficace.


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