Marco Terenzio Varrone, nell’opera “De Lingua Latina”, fa riferimento ad un tipo di salsiccia fatta con crasso del maiale, chiamata dai soldati romani “luganica” perchè l’hanno imparata a fare dai Lucani, gli abitanti della Lucania, l’antica circoscrizione territoriale romana estesa ben oltre l’attuale Basilicata. Picerno, come Satriano di Lucania e Savoia di Lucania, hanno una tradizione lontana nei tempi nella produzione di “luganica”. Per promuovere questa tipicità gastronomica, un gruppo di produttori picernesi ha creato il Consorzio Lucanica di Picerno. Abbia chiesto al Presidente del Consorzio, Giovanni Lettieri, di cosa si tratta.
Saverio: Come è nata l’idea del Consorzio?
Giovanni: Il Consorzio Lucanica di Picerno nasce per cocciuta volontà del sottoscritto, di Felice Marino e Vincenzo Genovese. Crediamo che un riconoscimento IgP potrebbe avere un potere straordinario nel veicolare i nostri prodotti nel mercato globale, per intercettare finanziamenti atti alla promozione del prodotto e dell’area di produzione. L’ottenimento di un riconoscimento a livello europeo, dopo l’IgP, faciliterebbe l’accesso anche a sistemi di distribuzione moderna, qualificata italiana ed europea sensibili a produzioni tipiche garantite. Infine, consorziarsi diventa un vitale meccanismo per abbattere i costi di produzione, per essere più competitivi nell’approvvigionamento delle materie prime e per aggredire mercati importanti con una unica e qualificata forza vendita.
Saverio: A che punto del progetto vi trovate?
Giovanni: Abbiamo redatto il disciplinare di produzione della lucanica con la collaborazione della Camera di Commercio di Potenza e dell’Università di
Basilicata. Il disciplanare descrive le motivazioni storiche per la creazione del Consorzio e la richiesta dell’IgP e le modalità produttive della lucanica. Il disciplinare è stato ultimato e trasmesso tramite l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Basilicata al Ministero dove ha superato l’analisi documentale. Ora è all’attenzione della commissione tecnica che lo ha esaminato. Il passo successivo è l’audizione pubblica e poi la trasmissione della documnetazione a Bruxelles per il riconoscimento. Si tratta di un iter giustamente complicato a garanzia del consumatore, ma che ci auguriamo di chiudere in un anno.
Saverio: Quali iniziative sono state fatte dal Consorzio? E quali sono i principali obiettivi del Consorzio?
Giovanni: E’ nostra intenzione fare azioni di promozione del prodotto con la partecipazione ad eventi fieristici nazionali ed internazionali. Abbiamo già partecipato all’Anuga di Colonia, al FoodPest in Ungheria, ad un workshop ad Helsinki, a Salumi e Salami a Mantova, alla fiera del Levante a Bari ed altre iniziative minori. Abbiamo anche svolto alcune azioni di promozione dell’area di produzione in generale e di Picerno in particolare. Per il futuro abbiamo intenzione di creare due appuntamenti fissi durante l’anno in cui vogliamo coniugare la promozione della lucanica ad eventi culturali di spessore. Il sogno è di fare Picerno capitale dei salumi.
sono ben felice di sentire parlare di promozione in questi termini, in questi anni ciò che è mancato è stata seria attività di marketing che investe non solo sul prodotto, ma anche nel territorio.
Non dimentichiamo come per un prodotto quale i salumi picernesi sia importante collegare alla qualità dello stesso anche quella dei territori di cui è espressione.
Gioavanni sta facendo un buon lavoro e con lui anche gli altri produttori locali, non possiamo lasciare che Picerno perda una così importante occasione di sviluppo.
se posso fare una proposta, perchè non istituire una borsa di studio per laureandi che svolgano la propria tesi sulla valorizzazione dei salumi picernesi potrebbero venir fuori delle buone idee per il futuro.
Una Borsa di studio sul tema è una buona cosa!
Dovrebbe farsene carico l’amministrazione locale o no?
Che ne pensate di PorkLandia?
Di “porci” che sono da sempre all’”ingrasso” ce ne sono fin troppi !!Serebbe meglio metterli un pò a dieta!!
Meno male che poi ci sono i porci buoni delle nostre aziende!! Il consorzio è stata davvero una gran bella cosa!
SE VUOI FAR CRESCERE IL TUO BLOG INTERVISTA ANCHE PERSONE NON COMUNISTE…
carissimo osservatore…ti rendi conto che sul blog si scrive e non si viene intervistati???TU SEI STATO INTERVISTATO DA QUALCUNO???comunque allarga la tua mente e impara una cosa: con il blog si può parlare di tutto…allora non aspettare un’intervista…..parla e basta…esprimiti se hai qualcosa da dire….questo blog è per chi ha voglia di dire o fare qualcosa di interessante per il paese, non per chi crede che il dialogo si ottenga marchiando una persona con la falce e martello solo perchè ha qualche idea intelligente….
ho dimenticato una cosa…..l’intervista a giovanni è stata fatta perchè ha creato(lui ed altri imprenditori picernesi)un consorzio per “tutelare” la salsiccia picernese…cioè ha fatto qualcosa per far conoscere il prodotto tipico picernese in giro e per salvaguardarlo…
impariamo a conoscere le persone e non la loro appartenenza politica….non se ne può piu’.
Una curiosità.
Volevo Chiedere a Giovanni se tra le caratteristtiche della Lucanica vi è l’utilizzo del finocchietto selvatico nostrano.
Se è così, la raccolta di finocchietto potrà diventare una risorsa del futuro?
Pardon “luganica”
il progetto della borsa di studio è interessante anche se si sta già lavorando per istituirne una su un altro tema…
the question is:
picerno deve essere solo maiale e prodotti tipici o anche altro?? e ancora la sottolineatura di altre emergenze potrebbe a sua volta aiutare l’economia locale nel suo complesso e le produzioni tipiche in particolare??
Capasso, Forlenza,Pagano, lo stesso Mario Romeo e molti altri…gli spunti sono tanti..io nel mio piccolo sto lavorando su uno tra tutti…ne vale la pena secondo voi???
Mi scuso con Nico per il ritardo col quale rispondo. Certamente il finocchietto selvatico(Foenicum vulgare) è l’elemento che maggiormente caratterizza la lucanica di Picerno e nel disciplinare di produzione compare sia nella parte storico economica, perchè nominato già negli scritti di Apicio, che nella parte tecnica perchè nell’analisi sensoriale è uno dei primi elementi che si percepisce.
Per quanto riguarda il finocchietto come risorsa per il futuro credo proprio che lo possa essere perchè quello che i contadini ci portano è carissimo e basta a mala pena e se il mercato della lucanica cresce…!
In relazione alla borsa di studio per le tesi sulla Lucanica è una cosa alla quale si può lavorare, anche perchè ci sono già diverse tesi di laurea e di tirocinio formativo che laureati e laureandi hanno scritto in collaborazione con le varie aziende del consorzio.
Altra Borsa di studio alla quale stiamo lavorando è per la realizzazione di un cortometraggio per la promozioe di prodotto e territorio in modo da dotarci anche di strumenti nuovi fatti da giovani videomekers.
Coniugando così la valorizzazione di giovani registi e qella del territorio legato alle produzioni agroalimentari.
Un ultima considerazione sull’apparteneza politica, non credo questa debba determinare la collaborazione o meno a progetti concreti di sviluppo dei nostri territori, l’interesse comune in questo caso deve prevalere.
Salve sono il direttore del Consorzio pecorino filiano dop, volevo chiedervi se fosse possibile una foto del vostro prodotto visto che quest’anno sarà presente all’interno delle degustazioni della 37^ Sagra del Pecorino di Filiano.
Aspetto vostre notizie grazie.
salve sono il presidente del consorzio lucanica di Picerno,
ringrazio innanzi tutto per l’interesse e sono a disposizione per foto e materiale informativo relativo al consozio ai seguenti recapiti:
lucanasalumi@iol.it
0971.991003 tel 0971.991667 fax 335.6636317 mobile
saluti
giovanni lettieri
mi permetto una domanda piu’ o meno in materia: io sono a Bruxelles e mi avevano detto che c’era un picernese che vendeva qui salumi, formaggi e perfino il pane…. ne sapete qualcosa?