Ricordo Alessandro sempre con grande gioia. Ricordo, particolarmente, le mattine nell’autobus per andare a Potenza quando tutti gli chiedevano questo e quello di matematica. Lui sempre pronto a rispondere a tutto. Frequentavo la quinta Liceo e, a volte, la matematica era incomprensibile, ma c’era Alessandro sull’autobus e lui mi avrebbe risolto tutto! Oggi Alessandro Tomasiello e’ un ricercatore universitario su tematiche della fisica che non provo neppure a spiegarvi, lo fara’ lui. Ha lavorato in universita’ italiane, europee, ed adesso americane. Diciamo pure che Alessandro e’ un galloitalico di un certo spessore! Ma lasciamoci raccontare da lui la sua storia di fisico da Picerno agli Stati Uniti.
Saverio: Alessandro, raccontaci il tuo percorso da Picerno a Stanford University?
Alessandro: Dopo la laurea in Fisica a Pisa, ho deciso di dedicarmi alla ricerca. Il primo passo da fare e` un “dottorato”. Si tratta di un corso di tre o quattro anni, a cui si accede per concorso. Vi si seguono corsi avanzati, ma soprattutto si impara, sul campo, a far ricerca, sotto la direzione di un relatore, e con uno stipendio modesto ma decente. Io ho ottenuto il titolo di dottore di ricerca all’istituto SISSA di Trieste.
Il dottorato e` stato il passo piu` semplice. Chi sopravvive dopo questo assaggio e decide di voler diventare professionista puo`, a questo punto, cercare di procurarsi dei posti di lavoro temporanei (che vengono chiamati “postdoc”: abbreviazione per “post-dottorato”) in varie universita` nel mondo, per imparare nuovi metodi e tecniche da vari esperti del settore. Lo stipendio e` buono (unica eccezione: l’Italia), la durata di due o tre anni, e si e` totalmente liberi di portare avanti la propria ricerca, senza dover insegnare o dar conto a superiori.
Per essere assunti, si manda il proprio curriculum in mezzo mondo, e si incrociano le dita, sperando che chi lo legge apprezzi il lavoro fatto. Ottenere un postdoc e` di solito il momento della verita`: succede a molti di non ricevere risposte, o di averne solo da universita` poco interessanti.
Nel mio caso, dopo Trieste ho lavorato all’Ecole Polytechnique di Parigi per tre anni; fortunatamente i risultati che ho ottenuto laggiu` sono stati un po’ notati, e nel 2004 ho ricevuto un invito dall’Universita` di Stanford, che ho accettato quasi seduta stante (ho fatto finta di pensarci per qualche giorno…).
Saverio: Quali sono le aree di ricerca di cui ti occupi?
Alessandro: Mi occupo di fisica teorica delle particelle. In particolare sono specializzato in una teoria chiamata “teoria delle stringhe”. (Si tratta di una traduzione un po’ infelice dall’inglese, ma ormai entrata nell’uso; e che genera prevedibili battute.) Cerco di spiegare in qualche parola di che si tratta.
L’obiettivo e` capire quali sono i mattoni fondamentali della materia, le unita` di cui e` costituito tutto quel che vediamo intorno a noi. Conosciamo molte di queste “particelle”: una, l’”elettrone”, da` il nome all’”elettronica” che ha reso possibili computer e moderni telefoni cellulari; un’altra, il “quark” da` il nome a… una nota trasmissione televisiva. Sappiamo pero`, per esempio da osservazioni in astrofisica, che ne esistono altre che non conosciamo ancora. In piu`, le particelle che conosciamo sembrano disporsi secondo strane e misteriose simmetrie, e non sappiamo perche’.
La teoria delle stringhe cerca di risolvere questi problemi dicendo che, in realta`, quelle che chiamiamo particelle non sono altro che diverse manifestazioni di un’unica entita`: una cordicella (la “stringa”) che, vibrando in modo diverso, viene vista da noi
sotto forma di questa o quella particella. Se questa teoria fosse confermata dall’esperimento, realizzerebbe un vecchio sogno dell’umanita`: spiegare la realta` in termini di un’unica entita` fondamentale. Purtroppo la conferma o smentita sperimentale e` ancora lontana, perche’ per “vedere” le stringhe (che sono assunte essere piccolissime, ovviamente) occorrerebbe concentrare energie altissime in regioni molto piu` piccole di quanto attualmente possibile tecnicamente. Un nuovo acceleratore di particelle a Ginevra e` un passo in questa direzione; altre idee ci vengono dai nostri colleghi astrofisici, che riescono a vedere nel cielo tracce dei primi caldissimi istanti dell’universo.
In concreto, spesso la gente mi chiede cosa faccio in ufficio! per sviluppare questa teoria e prepararla per il confronto con l’esperimento, basta poco: carta e penna, e qualche volta un po’ di aiuto da un computer. (I fisici teorici costano poco.) In un giorno tipico, mi vedreste chino su un quaderno pieno di equazioni, cercando di fare… tornare i conti.
Saverio: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Alessandro: Sono riuscito a farmi assumere dall’Universita` di Harvard, nei pressi di Boston, e mi ci trasferiro` il prossimo settembre. Questa sara` verosimilmente la mia ultima esperienza da “postdoc”, e quindi comincero` da subito a considerare il prossimo passo. La maggior parte della ricerca e` portata avanti da professori universitari, e questa e` una possibilita` che esplorero`. Quanto alla citta` o nazione in cui vivere, non ho pregiudizi!
…bhè..c’è molto poco da commentare…che dire!?…viva la scienza picernese..nel mondo!!
e chi si scorda il mitico Alessandro!!! A me traduceva le versioni di latino in bagno….dopo il 3 della prima versione alla seconda presi un bel 8,5 e la professoressa: e bravo ti sei messo a studiare? E io: Certo professoressa !!
Che dire del mitico tomasiello? Provate a digitare “alessando tomasiello” su google da una marea di pagine web .qualcosa vorrà pure dire!!!
E’ un grande!!!
Sono contento di sapere che i picernesi nel mondo stanno facendo qualcosa di importante, bene anche questa intervista-converasazione con Alessandro, è proprio ciò che dovrebbe fare di questo blog il punto d’incontro virtuale dei tanti galloitalici che sono sparsi nel mondo, ma che non vogliono recidere le proprie radici, ma anzi affermare con orgoglio le proprie origini.
Alessandro quando avrai delle novità sulle stringhe comunica il risultato ottenuto in anteprima su questo blog. Ci contiamo.
In bocca al lupo.
un caro saluto a tutti — a parte l’intervista alla mia modesta persona, ci voleva proprio
un blog che avesse la nostra zona come tema.
Nico: i miei risultati sono purtroppo sempre un po’ tecnici, e sono certo
(Ah, e crepi il lupo.)
che se provassi a spiegarli provocherei sbadigli nei piu`. Se pero` un giorno
venisse fuori qualcosa di tanto eclatante da poter destare interesse anche nei
non addetti ai lavori (tipo “e` previsto che domani Tito collassera` in un buco nero”)
state certi che mi faro` vivo!
Donato: vergogna, non si copia.
Un abbraccio ad Alessandro
Caro Alessandro sono un tuo compaesano e vorrei sapere un tuo parere circa le teorie sui viaggi temporali, addotte dal sedicente viaggiatore del tempo John Titor, che fanno riferimento alla teoria delle stringhe..
Rispondi presto sono curioso ed appassionato.
Grazie
ciao e buon lavoro
Temo che Titor racconti storie. Sul suo sito viene menzionata la teoria delle stringhe diverse volte, ma mi sembra che sia all’interno di frasi senza senso compiuto. Ovviamente e` possibile che questo sia dovuto al suo non essere uno specialista.
Secondo te l’uomo è mai arrivato sulla luna?
Pensi realmente che vi sia giunto nel 1969?
Qual’è la tua opinione in merito?
Grazie e buon lavoro
savè…non ti far ubriacare dalle solite cose che dicono per vendere un pò di libri o giornali (stile le cose sull’11 settembre che poi sarebbe stato Bush ad organizare tutto…….premesso che sono contrario a Bush).
Riguardo alla tua domanda ti rispondoi io!
Ho avuto la fortuna di avere un grandissimo professore di astronomia nonchè atrofisico amico di Margherita Hack e attuale esponente italiano per l’UNESCO a Parigi.
Ho fatto la tua stessa domanda a lui.
ti confermo che ciò è avvenuto per due motivi:
1) perchè ci sono milinoni di prove (non credere a quelle cazzate che dicono per screditare l’impresa piu’ grande del XX ecolo solo perchè fatat dagli USA…..e c’è gente che odia in tutti i sdensi gli USA)
2) (la piu’ importante) Hubble, il famoso telescopio andato in pensione, quando era ancora in fase di perfezionamento (quindi non al massimo delle sue potenzialità), fu puntato una volta sulla luna. Si riusirono anche a precepire i segni dell’atterraggio.
E poi il mio prof mi ha detto :
Non ascoltate la voce degli inesperti….ognuno conosce le sue cose,
per esempio io non potrei dirvi se effettivamente l’uomo è stato già clonato!
Ciao Saverio spero di rivederti a Picernobyl
Un salutissimo ad Alessandro da tuo cuggino torinese…..
Quando mi inviti a Boston????