Novembre 17, 2009
La scorsa settimana un’azienda cinese del settore delle telecomunicazioni mi ha invitato ad una conferenza in cui venivano presentati i progressi fatti nel continente europeo. Sono rimasto sorpreso di come quest’azienda sia passata dall’essere uno spauracchio cinese che si affacciava al mercato europeo ad essere un protagonista del vecchio continente nel giro di un paio d’anni.
Ma a parte questa considerazione puramente professionale, mi ha sorpreso l’energia di questi giovani ingegneri cinesi, eta media 25 anni, che arrivano in Europa, imparano la lingua, anche l’italiano se necessario per fare affari, ed in un certo senso conquistano il vecchio continente. Parlando con questi giovani da Pechino, Shanghai e Shenzen ho percepito una energia che noi occidentali forse non transmettiamo piu’. Parlando con uno di loro, ho detto che il mondo venturo sara’ cinese e noi europei dobbiamo saperci adattare. Cominciamo ad imparare la lingua. Forse io non ci riusciro’ (ma ci provero’), ma per le prossime generazioni se l’inglese diventera’ un dato di fatto irrinunciabile, il cinese, mandarino o cantonese che sia, diventera’ sempre piu’ una necessita’.
Novembre 16, 2009
Lo spostamento di un ente e di un altro dalla Basilicata verso altri lidi e’ preoccupante per i cittadini in termini di servizi, ma anche per opportunita’ che la presenza di un ente puo’ creare in termini d’occupazione e rapporti con il tessuto economico. In moltissimi casi, il trasferimento di enti ed aziende e’ giustificato da esigenze di ottimizzazione di costi e si puo’ comprendere, ma fronteggiare. M’impaurisce molto di piu’ quando l’unico alto ente culturale e di ricerca nella regione, l’Universita’ di Basilicata, decide di ridurre la sua offerta formativa. Questo significa ridurre lo spettro d’opportunita’ di studio e ricerca in regione ed il suo impatto sul tessuto culturale, sociale ed economico della Regione. Se poi la riduzione rigurda l’area delle lingue e della linguistica, l’impatto e’ ancora piu’ forte sulla regione. Da anni stiamo lavorando nel turismo cercando di carpire i flussi stranieri e, senza un centro linguistico, quale puo’ essere una Facolta di Lettere Straniere, come lo si fa? E questa e’ una semplice, ma importante, considerazione economica. Pensiamo alla richezza culturale che una Facolta di Letterature Straniere offre al territorio ed al depauperamento che ne consegue dal suo cancellamento. Spero vivamente che l’Universita’ ci ripensi!
Novembre 15, 2009
Pochissimi, ma carissimi lettori, voglio condividere con voi le dieci cose più ascoltate nella settimana.
1) Soul II Soul “Keep on moving”
2) Kings of Convenience “I’d rather dance with you”
3) Zero 7 “In the waiting line”
4) Almamegretta “Oreminutisecondi”
5) Tiromancino “Amore impossibile”
6) Soul II Soul “Get a life”
7) The Cure “Forest”
Depeche Mode “I feel you”
9) Tarantolati di Tricarico “U Pastore”
10) Vinicio Caposella “All’una e trentacinque circa”
Buon ascolto e ben vengano suggerrimenti
Novembre 10, 2009
Volevo segnalare due cose di un certo interesse.
Per i Picernesi a Roma, volevo raccomandare di andare a vedere il nostro Rocco Piciulo che continua a far strada nei teatri italiani. L’appuntamento e’ presso l’Argot Studio Via Natale del Grande 27. Fino a domenica 15, Rocco recitera’ in “Orizzonti” di Maurizio Panici.
La seconda cosa che mi piace portare all’attenzione sono i risultati di due sondaggi on-line sull’amministrazione Russillo. Il primo, promosso da Melandroweb, fa emergere un certo scetticismo verso l’operato della Giunta. 73 votanti la giudicano negativa e 44 votanti positiva, 13 non vedono differenze dalle Giunte precedenti. Il secondo sondaggio e’ promosso da Picerno Notizie i cui lettori sembrano essere meno critici dell’operato del Sindaco Russilo. 23 votanti giudicano l’operato ottimo, 2 lo giudicano buono, 10 lo giudicano male e 12 pessimo.
Prendendo questi numeri con le pinze, si potrebbe dire che la Giunta Russillo non sta entusiasmando il paese. Sarebbe comunque interessante sapere per cosa l’operato e’ giudicato ottimo o pessimo, cosa la giunta sta facendo e cosa non sta facendo.
Novembre 5, 2009
Nell’era in cui comuni europei creano servizi per cittadini usufruibili su cellulari, il sito del Comune di Picerno rimane molto mediocre. Forse è l’ora di sviluppare un sito che possa rappresentare un punto d’ingresso virtuale sul nostro territorio ed offrire servizi ai cittadini. Capisco che le casse comunali non sono ricche e quindi l’amministrazione deve saggiamente definire dove è più urgente intervenire e forse ritiene che una spesa per il sito web del Comune non è prioritaria. Se questa è la logica, e può essere condivisibile, vorrei suggerrire due modi di promuovere lo sviluppo del sito senza spese ingenti.
1) Il primo suggerrimento è di indire un concorso, come lo si fa spesso per beni materiali ed architettonici, mirato a giovani picernesi e non, con la passione per Internet e lo sviluppo informatico, che premi il miglior progetto di sito web per il comune. Il giovane vittorioso può essere premiato con uno stage di due o tre mesi all’interno del comune dove le sue manzioni saranno di far vivere il sito ed allo stesso tempo educare gli altri dipendenti all’uso e gestione del sito. Lo stage può essere supportato da un contributo monetario al giovane. Il giovane avrà così un ritorno finanziario ed un importante esperienza da mettere sul suo curriculum vitae. Per poter selezionare il giovane vittorioso, vi è bisogno di una giuria di esperti che in modo volontario analizzi i lavori proposti. Ed a Picerno vi sono persone che possono far parte di questa giuria.
2) Il secondo suggerrimento è definire un accordo formale tra l’Istituto Tecnico ed il Comune di Picerno. Nell’accordo s’invita studenti o gruppi di studenti dell’Istituto a sviluppare il sito web del Comune come parte di un progetto scolastico. L’Istituto può anche promuovere un concorso interno per coinvolgere più studenti. L’accordo potrebbe anche includere altre attività da promuovere in modo collaborativo come ad esempio la definizione di un piano di e-government per il comune, ma questa è un’altra storia.